riportiamo il Comunicato di Padre Alex Zanottelli appena appresa la notizia dell’assassinio di Annalena (ottobre 2003)
Annalena Tonelli non l’avevo conosciuta quand’ero a Nigrizia, anche se ne avevo sentito parlare e so che era stata molto vicina alle posizioni della rivista in quegli anni. L’ho poi incontrata nel 1988, quando arrivai a Nairobi. Non ero ancora a Korogocho, un giorno ho ricevuto una sua telefonata. sono andato a incontrarla in casa di un americano che la proteggeva. In Kenya infatti era persona non grata. Come fosse riuscita a entrarvi, non lo so. Ci siamo incontrati segretamente.
Abbiamo passato assieme tutta una giornata, c’era anche Teresa, una sua amica che l’ha poi sempre sostenuta da Forlì. Io insistevo perché scrivesse qualcosa per Nigrizia, ma non voleva. Ha parlato di un po’ tutta la sua vita, delle sue scelte. Era una donna profondamente innamorata di Dio, impregnata di una spiritualità anche fortemente influenzata da Charles de Foucauld: il senso della contemplazione, della presenza silenziosa tra i non cristiani. Di qui, ecco la scelta di un ambiente come Wajir, nel nord-est del Kenya, tra i musulmani, dove è rimasta per diciotto anni. E ci stava veramente bene. Era amata da tutti, seguiva i malati, gli handicappati.
<Un giorno io, che non mi ero mai interessata di politica, ho visto arrivare nel mio piccolo dispensario gente tagliata a pezzi. Ho cominciato a capire che era in atto un vero e proprio massacro», mi raccontò in quel nostro incontro. Ma quando si rese conto di quanto stava accadendo, ormai Wajir era isolata, tagliata fuori (senza telefono), accerchiata dall’esercito. <Non posso vedere gente massacrata così!». Scrisse un biglietto dando le notizie essenziali di quanto accadeva e riuscì a trovare qualcuno di fiducia che riuscì ad attraversare tutti i controlli e ad andare a piedi a un’altra città. Di là a Nairobi, alla Bbc. Il governo così si trovò scoperto, con l’internazionalizzazione della notizia. Ma capì che chi aveva potuto darla era soltanto lei.
L’hanno obbligata a lasciare Wajir per Nairobi, dove le hanno dato 48 ore di tempo per lasciare il paese. A Nairobi ha tentato di tutto. chiedendo anche udienza al cardinale, invano. ma anche lui doveva avere paura.
A Wajir si era perpetrato un vero e proprio massacro, conseguente al fallito colpo di stato del 1982, e dietro c’era il capo dell’esercito, che rimase tale fino a 5-6 anni fa. Costui inizialmente era parte del complotto, poi ha cambiato bandiera, e il massacro dei degodia di Wajir rappresentava un regolamento di conti interno. Il Daily Nation di Nairobi un paio d’anni fa ha rivisitato l’episodio, rivelando anche l’esistenza di una fossa comune.
Annalena ci teneva a raccontarmi quella vicenda, ne era ancora ferita. <Ma sento che adesso la Somalia è il luogo dove devo dare la vita», ci confidò. Negli anni passati a Merca, nel sud del paese, ebbe grossi pasticci (è a Merca che nel 1995 sarà poi uccisa la dottoressa Graziella Fumagalli, volontaria della Caritas. All’epoca rilasciò anche un’intervista a Ilaria Alpi. Quando Annalena si sentì eccessivamente minacciata, si trasferì nel nord del paese, nel Somaliland.
Ciò che più mi colpì di quella giornata, in cui celebrammo anche l’eucaristia, fu la sua profondissima spiritualità. La sua capacità di riflettere, di pregare. E il suo profondo rispetto per l’altro.
Nell’ambiente missionario purtroppo è facile sentir parlar male dei musulmani; lei invece aveva un senso profondo di rispetto per i somali, per i musulmani.
Annalena Tonelli dovrebbe essere uno dei nostri modelli di presenza missionaria in seno al mondo islamico: essere presenti, fare del bene, senza tante storie. Il martirio ora le dà uno spessore ancora più grande. E anche per il coraggio che ha avuto di andare avanti comunque, anche da sola. Una condizione che in contesto islamico dev’esserle pesata moltissimo.
Ci sono due donne che la nostra chiesa italiana dovrebbe particolarmente valorizzare a livello missionario. Sono un’altra dottoressa, Luisa Guidotti, di Modena, che venne uccisa nell’allora Rhodesia (oggi Zimbabwe) nel 1979, e Annalena Tonelli».
Alex Zanottelli